Gli esercizi migliori per rassodare le braccia

Le braccia sono uno dei punti del corpo su cui si sofferma maggiormente il nostro occhio quando parliamo con qualcuno e lo fronteggiamo stando seduti vicino o allo stesso tavolo. Avere delle braccia poco toniche o addirittura flaccide può essere molto frustrante, ed anche se gli uomini hanno- per la maggior parte- una cura particolare del loro corpo sono ancora soprattutto le donne a temere l’effetto antiestetico delle braccia mollicce. Dal momento che è nel periodo estivo si indossano abiti smanicati, le braccia saranno al centro dell’attenzione. Come fare, dunque, per rassodarle? Quali sono gli esercizi fisici più efficaci in questi casi?

I muscoli che devono essere allenati sono i bicipiti brachiali ed i tricipiti. Un esercizio sempre utile, ma molto faticoso da portare a termine, sono le famose flessioni (o piegamenti): parliamo di un esercizio a corpo libero da fare stando attenti a mantenere la postura corretta per non farsi male. La giusta posizione da assumere prevede le mani poggiate a terra con l’intero palmo- ad una distanza di poco superiore rispetto a quella delle spalle- con braccia e gomiti disposti in linea con le mani e le gambe chiuse e tese; durante lo svolgimento dell’esercizio la testa dovrà guardare verso terra e la schiena dovrà rimanere dritta ed in linea con le gambe, senza piegarsi.

Per rassodare le braccia si possono usare piccoli pesi. Sono sufficienti due manubri da un kilogrammo o due ciascuno, ma volendo si possono usare dei pesi leggermente più pesanti. In alternativa, si possono sollevare delle bottiglie piene d’acqua o una palla della stabilità.

Per allenare i bicipiti bisogna rimanere in piedi, con le gambe leggermente divaricate, e portare i gomiti lungo i fianchi. Dopo aver assunto la posizione descritta si solleveranno i pesi, in maniera sincronica o alternando il movimento di un braccio all’altro. Importante: nella fase di rilassamento degli avambracci bisognerà fermarsi poco prima di raggiungere il livello di distensione totale lungo i fianchi, per non sforzare eccessivamente l’articolazione del gomito.

Per allenare i tricipiti la postura da assumere è leggermente diversa. Dopo aver piegato la schiena in avanti, all’incirca a 45°, sollevare le braccia che tengono i pesi: una volta portate al petto si dovrà poi allungarle dietro la schiena. Anche per l’allenamento dei tricipiti vale quanto già detto per la fase della distensione dell’avambraccio durante l’esercizio. I gomiti vanno tenuti il più possibile vicino al corpo.

Gli esercizi in questione vanno svolti con regolare frequenza ed alternati con ulteriori esercizi che mettano in gioco tutte le restanti parti del corpo. L’ideale sarebbe sempre quello di allenare a giorni alterni le diverse parti del corpo, per permettere a quelle sollecitate il giorno prima di riposare. Tutto questo per evitare di rassodare le braccia e varie  parti superiori del corpo, tralasciando di temprare tutto il resto.

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